Il Tempio della Notte svelato all’Uboldo

22 marzo 2012 – Cernusco in Folio

Solo pochi eletti avranno la possibilità, il prossimo fine settimana, di visitare il misterioso e affascinante “Tempio della notte” grazie all’apertura straordinaria organizzata dal Fai Martesana. I posti si sono esauriti in poche ore e le persone in lista d’attesa sono ancora centinaia. Per loro, accompagnati dal sindaco Comincini e dai volontari del Fai, abbiamo voluto andare alla scoperta di queste meravigliose grotte all’interno del parco dell’Uboldo e raccontarle attraverso quattro immagini che valgono un assaggio di questa visita che il Comune punta a organizzare nuovamente a settembre per la Giornata del Patrimonio.
L’ingresso a questi cunicoli artificiosi e proprio dietro al pronto soccorso. Appena si entra si rimane sbalorditi da quello che da fuori nemmeno si può immaginare. Nascosto dall‘erba e dalla terra c’è un percorso buio che verrà illuminato da un particolare sistema a led. Sopra la testa del visitatore, grandi blocchi di pietra grezza che sembrano cadere da un momento all’altro, incastrati uno con l’altro. Pochi passi e ci si immerge in un vero e proprio labirinto fatto di pertugi che porta al vero protagonista di questa particolare struttura risalente ai primi anni dell’800: la Sala del Tempio. La pianta è circolare, intorno le pareti sono scandite da colonne e il soffitto e composto da una cupola emisferica di cotto.
Grazie alla collaborazione con l’Associazione Cernuschese Astrofili si è scoperto che la disposizione delle colonne e delle aperture segue un preciso orientamento astronomico. Fondamentale il moto della luce, che entra nel tempio grazie a due aperture, una delle quali è posta a ovest: da qui in occasione dell’equinozio di primavera entrava la luce del sole che indicava la strada dell’illuminazione per coloro che qui venivano iniziati. Le grotte, infatti, costruite dal conte Uboldo, legato alla massoneria, sono state realizzate probabilmente proprio per i riti di affiliazione. All’intemo del tempio c’era anche un piccolo laghetto, nel linguaggio simbolico fonte di vita, un unico masso quadrato usato come altarino e, all’ingresso, una sorta di grande uovo di pietra appeso al soffitto, probabilmente segno di rinascita. insomma, un percorso strano e affascinante nel ventre di Cernusco, che oggi più che mai si riscopre città misteriosa.
C. G.